La prima pietra della chiesa parrocchiale, intitolata alla SS. Trinità e a San Carlo Borromeo fu posata il 29 settembre 1699, ponendo così fine alla secolare lite tra gli abitanti dei cantoni superiore ed inferiore che, fino ad allora, avevano posseduto due chiese intitolate rispettivamente alla SS. Trinità (cantone superiore) e a San Carlo (cantone inferiore), assunte alternativamente al rango di parrocchia con disappunto dei residenti del cantone rivale, per appianare definitivamente la questione fu decisa la demolizione delle veccchie chiese e l'edificazione di una sola in posizione equidistante dalle precedenti.
Nel 1723 si diede inizio alla costruzione della volta dell'unica grande navata. Nel 1748 la chiesa era terminata in tutte le sue componenti.
Di particolare pregio sono i gradini di legno scolpito e gli ornati dell'ancona dell'altare di S. Antonio, opera di Battista e Pietro Antonio Serpentiere, il baldacchino della Madonna opera attribuita a Pietro Antonio Serpentiere, l'ancona dell'altare della Madonna del Rosario con tela dipinta verso il 1673 proveniente dalla demolita chiesa di S.Carlo, l'ancona dell'altare di Santa Caterina da Siena in legno dipinto e dorato (secolo XVIII) con tela dipinta nel 1653 proveniente dalla chiesa di S. Carlo, l'ancona dell'altare di S. Rocco (secolo XVIII) con tela dipinta nel 1773 da Giacomo fu Lorenzo Lace, la Pila del Battistero di pietra bianca scolpita nel 1619 provenienta con ogni probabilità dalla chiesa di S. Carlo, il pulpito scolpito nel 1689 da Giuseppe Argentero di Andorno proveniente dalla chiesa di S. Carlo, la Via Crucis dipinta su tela da Lorenzo Lace di Andorno all'inizio del XVIII sec. Particolarmente interessante è l'altare maggiore, uno dei migliori altari barocchi del biellese, opera di Giacomo Marchese e Giacomo Pellegatta autori probabilmente anche della balaustra di marmi policromi. Resta da segnalare l'organo, di particolare valore, costruito sul finire del 1700 dai fratelli Bruna di Miagliano e radicalmente modificato da Amedeo Ramasco di Andorno nel 1839 (ora finito di restaurare e inaugurato in data 25/05/2008). La facciata della chiesa fu completata nel 1832, su disegno però del Garove dell'inizio del 700.
Ai lati della chiesa si trovano i due edifici della casa parrocchiale e della sede comunale. Ambedue furono fatti edificare dall'allora amministrazione ecclesiastica.
Verso occidente vi è la casa parrocchiale, che risale al 1839 mentre, verso levante si trova l'attuale casa comunale che fu costruita in origine come abitazione del Cappellano maestro e sede scolastica, iniziata nel 1834 e terminata nel 1836. Entrambe le costruzioni costituiscono, insieme alla chiesa, un unico e grandioso complesso architettonico, armonioso e omogeneo. Le case parrocchiale e comunale, in tutto uguali nelle proporzioni e nelle line, si presentano con gli elementi decorativi ed architettonici proprii delle case patrizie dell'ottocento con scalinata di ingresso, severo portone in noce a due battenti sormontato da finestra a mezzaluna con inferriata a raggiera e poggiolo centrale. Le finestre, ben allineate, sono decorate da elegante frontespizio ad arco ribassato e ad arco acuto.
La fontana della piazza fu fatta costruire nel 1839 da don Lorenzo Zerbino e dedicata alla memoria del suo predecessore don Antonio Colombo, a cui è pure intitolata la piazza. Il motivo che spinse don Zerbino a farla edificare non fu soltanto quella di abbellimento, ma di offrire ai viandanti e alla popolazione locale la possibilità di dissetarsi, in un tempo in cui mancava l'acqua nelle case.